Nuovi vincoli di spesa per la sanità campana: li prevede il decreto governativo, in vigore da domani, che riguarda la Campania e le altre regioni (Lazio, Abruzzo, Molise e Sicilia) alle prese con il piano di rientro dal deficit.
I tagli ammontano complessivamente a sette miliardi e di questo si è discusso nel convegno organizzato dalla «Gesco» che ha visto riuniti commissari e tecnici di Asl e Arsan insieme con gli assessori regionali alla Sanità, Mario Santangelo e alle Politiche Sociali, Alfonsina De Felice. «È un momento di grande difficoltà - afferma Santangelo - Roma ci contesta inadempienze e blocca 2 miliardi che per noi sono vitali».
Il piano di rientro, per la sanità campana, rappresenta un problema serio. Oggi Mario Santangelo, l’assessore alla Sanità, sarà a Roma: scatta domani, infatti, un nuovo decreto governativo con il quale saranno introdotti nuovi vincoli di spesa per le cinque Regioni (Lazio, Campania, Abruzzo, Molise e Sicilia) interessate al piano di rientro dal deficit.
Un taglio di sette miliardi per la sanità che ha già determinato la ribellione dei presidenti delle Regioni interessate. «Pensare che sia possibile risanare un sistema esclusivamente con dei tagli - commenta Santangelo - è sbagliato. Il motto deve essere modificare per cambiare: è necessario prevedere, assieme all’asportazione dei rami secchi, il rilancio di attività produttive. Altrimenti il sistema non partirà mai».
Colpa di vecchi errori organizzativi che hanno portato a valutare come entità distinte il cittadino e il malato. «Questo avviene in una rete sanitaria ancora sbilanciata a favore della rete ospedaliera con il territorio che ha partecipato molto poco - nota Santangelo - e con un’organizzazione in cui il mondo sanitario e quello del sociale non si parlano. Quello “socio-sanitario”, invece, dovrebbe essere un sistema unico».
L’assessore alla Sanità ammette di vivere con la costante preoccupazione del commissariamento più volte minacciato dal governo: «La fatica è improba. Non so nemmeno se sarò qui tra una settimana o se andremo via. Non so se il governo commissarierà la sanità campana, ma viviamo un momento di grossa difficoltà. Roma ci contesta delle inadempienze rispetto al piano di rientro - spiega l’assessore - e per questo blocca 2 miliardi di euro che per noi sono vitali per mandare avanti le Asl in difficoltà: i decreti ingiuntivi bloccano i loro fondi ordinari. In questo clima esistono seri problemi sociali, non vorrei che arrivasse il demiurgo che risolve la crisi. Com’è avvenuto qualche mese fa per altri problemi».
Fonte: http://www.campaniasanita.it
28/06/09
27 giugno 2009 Sanità Campania, stop a due miliardi.Santangelo: rischio caos e tensioni sociali
Nuovi vincoli di spesa per la sanità campana: li prevede il decreto governativo, in vigore da domani, che riguarda la Campania e le altre regioni (Lazio, Abruzzo, Molise e Sicilia) alle prese con il piano di rientro dal deficit.
I tagli ammontano complessivamente a sette miliardi e di questo si è discusso nel convegno organizzato dalla «Gesco» che ha visto riuniti commissari e tecnici di Asl e Arsan insieme con gli assessori regionali alla Sanità, Mario Santangelo e alle Politiche Sociali, Alfonsina De Felice. «È un momento di grande difficoltà - afferma Santangelo - Roma ci contesta inadempienze e blocca 2 miliardi che per noi sono vitali».
Il piano di rientro, per la sanità campana, rappresenta un problema serio. Oggi Mario Santangelo, l’assessore alla Sanità, sarà a Roma: scatta domani, infatti, un nuovo decreto governativo con il quale saranno introdotti nuovi vincoli di spesa per le cinque Regioni (Lazio, Campania, Abruzzo, Molise e Sicilia) interessate al piano di rientro dal deficit.
Un taglio di sette miliardi per la sanità che ha già determinato la ribellione dei presidenti delle Regioni interessate. «Pensare che sia possibile risanare un sistema esclusivamente con dei tagli - commenta Santangelo - è sbagliato. Il motto deve essere modificare per cambiare: è necessario prevedere, assieme all’asportazione dei rami secchi, il rilancio di attività produttive. Altrimenti il sistema non partirà mai».
Colpa di vecchi errori organizzativi che hanno portato a valutare come entità distinte il cittadino e il malato. «Questo avviene in una rete sanitaria ancora sbilanciata a favore della rete ospedaliera con il territorio che ha partecipato molto poco - nota Santangelo - e con un’organizzazione in cui il mondo sanitario e quello del sociale non si parlano. Quello “socio-sanitario”, invece, dovrebbe essere un sistema unico».
L’assessore alla Sanità ammette di vivere con la costante preoccupazione del commissariamento più volte minacciato dal governo: «La fatica è improba. Non so nemmeno se sarò qui tra una settimana o se andremo via. Non so se il governo commissarierà la sanità campana, ma viviamo un momento di grossa difficoltà. Roma ci contesta delle inadempienze rispetto al piano di rientro - spiega l’assessore - e per questo blocca 2 miliardi di euro che per noi sono vitali per mandare avanti le Asl in difficoltà: i decreti ingiuntivi bloccano i loro fondi ordinari. In questo clima esistono seri problemi sociali, non vorrei che arrivasse il demiurgo che risolve la crisi. Com’è avvenuto qualche mese fa per altri problemi».
Fonte: http://www.campaniasanita.it
26 giugno 2009 Audizione alla Camera dei Deputati L'ugl ribadisce: no all'equipollenza
Venerdì, 26 Giugno 2009 Procida. Salvatore Calvano nel consiglio provinciale sanità UGL.
25/06/2009 Possibilità d'ingresso nelle branche specialistiche di medicina
26/06/09
21 giugno 2009, UGL sanità Campania
21 giugno 2009, UGL sanità Campania, CALVANO: “Intervenga il Governo, contro l’arroganza persistente dei gestori “profit”, nel riconoscere il dovuto a tanti operatori sanitari, che nella Sanità Privata, non vedono rinnovato il contratto di lavoro, addirittura, dal lontano 2005”
Napoli 16/06/2009
Al Presidente del Consiglio
On. Silvio Berlusconi
Al Ministro delle pari Opportunità
On. Mara Carfagna
Al Ministro delle Politiche Sociali
Sen. Maurizio Sacconi
Egr. Presidente Berlusconi, Onorevoli e Senatori,
Vi porgo la presente per sottoporre alla Vs attenzione lo stato di forte disagio in cui verte un comparto della sanità privata italiana (AIOP) che raccoglie circa 150.000 addetti. Sono ormai 42 mesi che i su citati operatori sanitari si trovano a lavorare con un contratto scaduto, si scontrano con la resistenza dei gestori “profit” all’adeguamento ed al rinnovo del CCNL, tutto ciò malgrado gli innumerevoli tentativi di ottenere un iniziale tavolo di trattativa, avanzati dalle OO.SS. nazionali in toto. L’insostenibile situazione determinatasi a seguito del mancato rinnovo del contratto, delle diversità di trattamento nei confronti del comparto pubblico, necessita di maggiore attenzione, di impegno e di fattività onde poter addivenire ad una più rapida risoluzione del problema rinnovo del CCNL, ed un concreto appianamento delle disparità tra lavoratori uomini e donne che a pari mansioni ricevono trattamenti contrattuali neanche lontanamente equiparabili. E’ per dare voce all’esasperazione, alla frustrazione dei numerosi lavoratori della sanità privata, che rivolgo questa breve nota ai massimi vertici del Governo Italiano, affinché, Egregio Presidente, così come per l’emergenza rifiuti a Napoli o per le problematiche legate alla sicurezza nelle zone del casertano, Lei possa richiamare con concretezza e fattività le istituzioni deputate a predisporre tutto quanto necessario per la ricomposizione dell’annosa vertenza. Confidando nella proverbiale sensibilità Sua e dei Suoi Ministri nei confronti dei lavoratori, colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
Napoli 16/06/2009 Dott.Salvatore Calvano Responsabile Regionale UGL SANITA’ CAMPANIA Area Riabilitazione e Prevenzione



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