19/02/09
UGL CONGRESSO NAZIONALE FEDERAZIONE SANITA’ DOCUMENTO PROGRAMMATICO SANITA’ PRIVATA
Premesso che:
- La sanità sta cambiando e le regioni hanno e avranno sempre più competenze in materia;
- Le strutture sanitarie private tra pochi anni saranno tutte “definitivamente accreditate”;
- Anche il CCNL della sanità privata vedrà l’istituzione del CCNL della Dirigenza non medica;
- Non decollano ancora i CCA nella sanità privata;
- Non esiste una vera tutela del posto di lavoro nella sanità privata né di ammortizzatori sociali.
Si conviene che:
- Bisogna monitorare tutta la normativa di settore emanata ex-novo a livello regionale o come
recepimento della normativa nazionale e contrastare, con ogni mezzo, ogni tentativo di regionalizzazione del CCNL e/o applicazione difforme;
- L’accreditamento definitivo delle strutture sanitarie private che, di fatto, le fa rientrare a pieno titolo nel SSN e quindi nel SSR, devono indurre Governo ed Associazioni datoriali a prevedere la copertura degli oneri contrattuali anche per questo settore e a rendere esigibile gli incrementi economici con le stesse decorrenze del comparto pubblico e con gli stessi importi. Questo anche per evitare concorrenza sleale tra le strutture pubbliche e private e soprattutto per non creare Operatori di serie A ed Operatori di serie B;
- E’ necessario tenersi pronti all’evenienza, ormai prossima, che anche nel privato venga istituito il CCNL della dirigenza non medica come per il pubblico. Questo non deve farci trovare impreparati e poiché stanno per partire le trattative per raggiungere questo risultato, ogni Segretario provinciale e/o aziendale deve individuare un Coordinatore di settore con il compito di proselitismo nelle strutture sanitarie private e di raccogliere consenso per portare l’UGL alla firma anche di questo CCNL. Ovviamente l’obiettivo è quello di dare, contestualmente, più forza alla nostra sigla in questo comparto;
- Risorse per sinergie tra Province e Distribuzione delle risorse
- Comunicazione ufficiale alla Triplice e alle OO. Datoriali per partecipare congiuntamente alla discussione della Piattaforma;
- Ancora non si riesce a portare le Amm.ni delle strutture sanitarie private a “trattare” i Contratti collettivi aziendali che sono strategici ai fini giuridici per la Federazione Nazionale e la conferma della forza sindacale sul territorio. La nostra attività deve essere orientata anche nei confronti delle Istituzioni regionali (per il rispetto delle rette, tariffe, ecc…) affinché prevedano anche in Conferenza Stato-Regioni la possibilità di stanziare risorse aggiuntive per la copertura degli oneri contrattuali aziendali.
Comunque vanno affrontate le seguenti problematiche: assenza di permessi straordinari (ad esempio, in occasione di visite mediche specialistiche), permessi per partecipazioni ad esami-concorsi (ad esempio, per l’ammissione a corsi universitari); permessi per partecipare a processi in qualità di testimone ecc…, permessi e responsabilità economica per il conseguimento degli ECM, chiarezza ed integrazione per le norme specifiche dei Centri di Riabilitazione, adeguamento del premio di incentivazione perché si avvicini sempre più ad un premio di produzione e raggiunga almeno l’importo di una 14° mensilità;
- Il punto riguardante la tutela occupazionale, infine, è il più importante di questo documento e deve essere l’obiettivo principale della nostra O.S.
Abbiamo il dovere di tutelare i lavoratori e difendere i loro posti di lavoro. Purtroppo lo Stato per questo comparto non prevede ammortizzatori sociali come mobilità, cassa integrazione, contratti di solidarietà ecc…Questo ci impone una conoscenza approfondita della materia, poiché in alcuni casi siamo riusciti a strappare un intervento ministeriale di tutela, ma soprattutto l’attivazione su tutto il territorio nazionale, ad ogni livello regionale e provinciale, di tavoli tecnici che veda attori: OO.SS. firmatarie di contratto, Associazioni datoriali ed Enti Istituzionali (regioni o Prefetti) per l’applicazione dell’accordo nazionale di solidarietà occupazionale (Vd. CCNL ARIS/AIOP) dove ogni struttura sanitaria privata si impegna ad intervenire per la ricollocazione del personale dichiarato in esubero da strutture in difficoltà economiche.
Tutto questo con l’obiettivo, naturalmente, di portare tutto il comparto della sanità privata ad avere lo stesso CCNL e, possibilmente, un unico CCNL del comparto sanità senza distinzione alcuna, visto quanto detto sopra, tra sanità pubblica e privata.
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